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Vado per Vedove

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In questa pagina troverete alcune delle Foto e un Trailer della Commedia "Vado per vedove".
Vi ricordiamo che potrete vedere e commentare tutte le foto della commedia andando nella nostra Galleria.
Buon divertimento
14 Maggio 2011




Vado per vedove

Vado per vedove è un classico della commedia comica napoletana, in cui è sottolineata l'arte di arrangiarsi di cui il popolo partenopeo, o per vocazione, o per necessità, è maestro.
È una modestia a dir poco sprecata. Si tratta di una commedia che non bara, con un tanto di onestamente tradizionale che rassicura, che procede di invenzione in invenzione e corre, portata via da un dialogo della fantasia umoristica fluente; straricca di immagini impreviste, estrosamente barocche, mai fini a sé stesse, irradiante quell’espansivo calore umano che è la inconfondibile caratteristica dello scrittore, anche quando e dove la realtà esce dalla sua penna maggiormente deformata in senso grottesco. Il protagonista, Eduardo Palumbo, che nonostante la sua matura età sfoggia un fascino ancora apprezzato, circuisce povere ed ingenue vedovelle inducendole a lasciargli gestire i loro lasciti. Egli è il prototipo dell'uomo che vive di espedienti contando sul proprio carisma e la capacità, attraverso sapienti giri di parole, di ottenere ciò che desidera. Tutto si svolge sotto la supervisione di Gennaro, suo fedele collaboratore. Il destino tuttavia gli riserva delle beffe, le "donzelle" di cui si è circondato tirano fuori a sorpresa gli artigli creandogli non pochi problemi dimostrando di non essere proprio quelle ingenue vedovelle che crede siano.

Atto Primo

Una curiosa abitazione trasformabile rapidamente mediante l'uso di bottoni automatici in un ufficio di rappresentanza o meglio in un magazzino d'abiti fatti. Le pareti sono di legno ma tutte ad ante scorrevo li, in modo da scoprire gli armadi veri e propri. I bottoni servono ad introdurre un letto col baldacchino e zanzariera una scrivania col telefono, una cucinetta, un lavandino ecc. In un angolo c'è uno specchio che gira su un lato fornendo con l'ausilio di una tenda, una saletta di prova. Porta a sinistra dell'ingresso principale a destra di quello secondario. Infine sempre a destra la porta che dà sullo sgabuzzino di Gennaro e in fondo una porta-finestra che dà su un balcone fiorito.
La stanza è immersa nel buio. Dalle connessure delle porte, si indovina fuori, la vivida luce del giorno inoltrato. Il telefono squilla lontano insistentemente. La porta dello sgabuzzino si apre e appare Gennaro, nel suo vestito lacero ma di gala, con la bombetta in testa. Cammina senza affrettarsi verso il centro della stanza con un tappetino che stende a terra e sul quale si inginocchia. compiendo delle genuflessioni da fedele musulmano e mormorando invocazioni. Indi si fa il segno della Croce e pronunzia un "Pater". Si alza va ad aprire la porta-finestra che dà sul balcone: piante e fiori e in fondo la parete del cortile. La luce inonda la camera. Da sotto la porta principale, Gennaro prende il giornale se lo mette sotto il braccio. Da una macchinetta napoletana versa il caffè nella tazza la mette su una guantierina, si avvicina al baldacchino tira una cordicella. Il velo della zanzariera si arrotola appare Eduardo Palumbo in pigiama che dorme profondamente: i rumori e la luce, evidentemente non lo disturbano affatto. Gennara non lo scuote. Gli passa con estrema delicatezza la tazzina sotto il naso. Eduardo progressivamente si sveglia..

Atto Secondo

Gennaro sta spruzzando il flit negli armadi. Bussano alla porta principale. E' un fattorino con un mazzo di rose fresche. Gennaro le prende e fa cenno al ragazzo di aspettare. Traversa la scena e va nello sgabuzzino. La vedova Mele, che evidentemente aspettava l'occasione della porta aperta, si introduce lestamente nell'armadio, nascondendosi in mezzo ai vestiti. Gennaro torna, dà una mancia al fattorino, richiude la porta, torna all'armadio, sflitta abbondantemente, lo richiude. Di li a un momento la porta si apre ed entra Cuviello, che porta una grossa valigia. Rispetto al I atto, il giovane è sufficientemente rimpannucciato, sbarbato e nutrito prendendo il posto di Eduardo. Ma alla fine il "vecchio" Eduardo darà il benservito al giovane Cuviello.

Autore: Giuseppe Marotta & Belisario Randone
Regia: Marisa Neiviller
Genere: Teatro Napoletano
Anno composizione: 1962
Compagnia/Produzione: Vulimm' Vulà
Teatro: Teatro "Sant' Artema" di Monteruscello (NA)

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