Auguri di buona Pasqua

In primo piano

Ed eccoci alle porte di una delle festività più gradite, attesa sia da chi è religioso sia da chi ama sedersi a tavola a degustare le prelibatezze della stagione.

La Pasqua deve il suo nome alla tradizione ebraica: deriva infatti da “pesach”, che significa “passare oltre”, e rimanda al racconto della Decima Piaga d’Egitto, in cui l’angelo della morte inflisse il suo tremendo supplizio a tutti i primogeniti maschi, risparmiando (appunto passando oltre) solo coloro che avevano cosparso di sangue d’agnello le porte delle proprie case.

Durante la Pasqua gli ebrei festeggiano appunto la liberazione di Israele dalla schiavitù degli egiziani. Nella religione cristiana invece si celebra la resurrezione di Cristo dopo tre giorni dalla sua crocefissione.

La Pasqua di Resurrezione cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile, mentre la Pasqua di Liberazione, ossia la pasqua ebraica, viene festeggiata in occasione del plenilunio stesso.

L’evento, oltre alle radicate motivazioni religiose, ha sempre avuto risonanze agresti, dove si festeggiava l’arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, quali le primizie del campo e dell’orto. Da qui i tipici alimenti della Pasqua, tra cui il simbolico uovo, che rappresenta la nuova vita nascente. In passato si era soliti regalare uova di gallina in segno di buon augurio, mentre ora si predilige la più gustosa variante al cioccolato.

 

Le tradizioni pasquali variano di paese in paese:

[tab: Inghilterra]

Antichissima è la tradizione dei dolci, che un tempo si usava mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato “Il Figlio della Vedova” sono conservati circa duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: “Una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli hot-cross buns” (brioches con cannella e uvetta decorati con una croce di glassa di zucchero per ricordare la passione di Cristo).

[tab: Olanda]

Durante la Pasqua i genitori nascondono in giardino le uova di cioccolato dando ai bambini il compito di cercarle. La maggior parte della gente decora le porte di casa con corone fastose. Una delle specialità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

[tab: Svezia]

Durante il giorno delle Palme si benedicono i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto), mentre nei giorni che precedono la Pasqua, i bimbi si travestono da streghe e vanno in giro per la città, rispettando antiche usanze medievali. Il pranzo pasquale si anima con delle uova sode con il guscio colorato.

[tab: Grecia]

Nella notte di Pasqua ci si reca in chiesa, che è tenuta al buio, illuminata solo dalla luce delle candele portate dai fedeli. Dopo giorni di digiuno, si pranza con la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

[tab: Bulgaria]

La Pasqua è l’occasione per fare grandi pulizie nelle case, si cucinano i “kozunaks” e si colorano uova: il primo uovo deve essere colorato di rosso, perché possa portare la salute. A mezzanotte del Sabato Santo la gente si scambia gli auguri e le uova di Pasqua.

[tab: Germania]

I fuochi di Pasqua, tradizione particolarmente sentita nella Germania settentrionale, offrono uno spettacolo notturno veramente affascinante. Particolare curioso è che il fuoco di Pasqua deve essere acceso con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno. Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà soprannaturali: i contadini le spargono per i campi per propiziare il buon raccolto e simboleggiano la fine dell’inverno e la venuta della primavera. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.

[tab:Curiosità]

La ricetta della pastiera napoletana è legata ad una leggenda. Si racconta che le mogli dei pescatori lasciarono una notte sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, per far tornare i loro mariti sani e salvi a terra. Al mattino trovarono, oltre ai loro consorti di ritorno, che i flutti avevano mischiato gli ingredienti nelle ceste, dando vita alla celebre Pastiera.

[tab:END]
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Auguri di buona Pasqua

Ed eccoci alle porte di una delle festività più gradite, attesa sia da chi è religioso sia da chi ama sedersi a tavola a degustare le prelibatezze della stagione.

La Pasqua deve il suo nome alla tradizione ebraica: deriva infatti da “pesach”, che significa “passare oltre”, e rimanda al racconto della Decima Piaga d’Egitto, in cui l’angelo della morte inflisse il suo tremendo supplizio a tutti i primogeniti maschi, risparmiando (appunto passando oltre) solo coloro che avevano cosparso di sangue d’agnello le porte delle proprie case.

Durante la Pasqua gli ebrei festeggiano appunto la liberazione di Israele dalla schiavitù degli egiziani. Nella religione cristiana invece si celebra la resurrezione di Cristo dopo tre giorni dalla sua crocefissione.

La Pasqua di Resurrezione cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile, mentre la Pasqua di Liberazione, ossia la pasqua ebraica, viene festeggiata in occasione del plenilunio stesso.

L’evento, oltre alle radicate motivazioni religiose, ha sempre avuto risonanze agresti, dove si festeggiava l’arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, quali le primizie del campo e dell’orto. Da qui i tipici alimenti della Pasqua, tra cui il simbolico uovo, che rappresenta la nuova vita nascente. In passato si era soliti regalare uova di gallina in segno di buon augurio, mentre ora si predilige la più gustosa variante al cioccolato.

 

Le tradizioni pasquali variano di paese in paese:

[tab: Inghilterra]

Antichissima è la tradizione dei dolci, che un tempo si usava mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato “Il Figlio della Vedova” sono conservati circa duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: “Una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli hot-cross buns” (brioches con cannella e uvetta decorati con una croce di glassa di zucchero per ricordare la passione di Cristo).

[tab: Olanda]

Durante la Pasqua i genitori nascondono in giardino le uova di cioccolato dando ai bambini il compito di cercarle. La maggior parte della gente decora le porte di casa con corone fastose. Una delle specialità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

[tab: Svezia]

Durante il giorno delle Palme si benedicono i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto), mentre nei giorni che precedono la Pasqua, i bimbi si travestono da streghe e vanno in giro per la città, rispettando antiche usanze medievali. Il pranzo pasquale si anima con delle uova sode con il guscio colorato.

[tab: Grecia]

Nella notte di Pasqua ci si reca in chiesa, che è tenuta al buio, illuminata solo dalla luce delle candele portate dai fedeli. Dopo giorni di digiuno, si pranza con la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

[tab: Bulgaria]

La Pasqua è l’occasione per fare grandi pulizie nelle case, si cucinano i “kozunaks” e si colorano uova: il primo uovo deve essere colorato di rosso, perché possa portare la salute. A mezzanotte del Sabato Santo la gente si scambia gli auguri e le uova di Pasqua.

[tab: Germania]

I fuochi di Pasqua, tradizione particolarmente sentita nella Germania settentrionale, offrono uno spettacolo notturno veramente affascinante. Particolare curioso è che il fuoco di Pasqua deve essere acceso con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno. Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà soprannaturali: i contadini le spargono per i campi per propiziare il buon raccolto e simboleggiano la fine dell’inverno e la venuta della primavera. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.

[tab:Curiosità]

La ricetta della pastiera napoletana è legata ad una leggenda. Si racconta che le mogli dei pescatori lasciarono una notte sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, per far tornare i loro mariti sani e salvi a terra. Al mattino trovarono, oltre ai loro consorti di ritorno, che i flutti avevano mischiato gli ingredienti nelle ceste, dando vita alla celebre Pastiera.

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Festa della mamma 2013

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Festa della mamma 12 maggio 2013Oggi, 12 maggio 2013, ricorre come ogni seconda domenica di maggio la Festa della Mamma. Rose, rose e rose la parola d’ordine. Ma da dove ha origine questa celebrazione? Scopriamo qualcosa in più. Si tratta di una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo, celebrata in onore della maternità e dell’influenza sociale delle madri.

Negli Stati Uniti, in Italia, in Ucraina, in Svizzera ed in altri Paesi, viene festeggiata la seconda domenica di maggio.

Per quanto riguarda, invece, la storia: in America bisogna tornare indietro sino al maggio del 1870, quando Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista, propose di fatto l’istituzione del Mother’s Day for Peace (Giornata della madre per la pace), come momento di riflessione contro la guerra, ma non fu fatto con successo.

In Italia, invece, è stata introdotta negli anni 50 da Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera nel 1956. Due anni dopo, lo stesso, insieme ai senatori Bellisario, Baldini, Restagno, Piasenti, Benedetti e Zannini, presentò al Senato della Repubblica un disegno di legge tendente ad ottenere l’istituzione della festa.

Auguri a tutte le mamme!

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Auguri di buona Pasqua

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Ed eccoci alle porte di una delle festività più gradite, attesa sia da chi è religioso sia da chi ama sedersi a tavola a degustare le prelibatezze della stagione.

La Pasqua deve il suo nome alla tradizione ebraica: deriva infatti da “pesach”, che significa “passare oltre”, e rimanda al racconto della Decima Piaga d’Egitto, in cui l’angelo della morte inflisse il suo tremendo supplizio a tutti i primogeniti maschi, risparmiando (appunto passando oltre) solo coloro che avevano cosparso di sangue d’agnello le porte delle proprie case.

Durante la Pasqua gli ebrei festeggiano appunto la liberazione di Israele dalla schiavitù degli egiziani. Nella religione cristiana invece si celebra la resurrezione di Cristo dopo tre giorni dalla sua crocefissione.

La Pasqua di Resurrezione cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile, mentre la Pasqua di Liberazione, ossia la pasqua ebraica, viene festeggiata in occasione del plenilunio stesso.

L’evento, oltre alle radicate motivazioni religiose, ha sempre avuto risonanze agresti, dove si festeggiava l’arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, quali le primizie del campo e dell’orto. Da qui i tipici alimenti della Pasqua, tra cui il simbolico uovo, che rappresenta la nuova vita nascente. In passato si era soliti regalare uova di gallina in segno di buon augurio, mentre ora si predilige la più gustosa variante al cioccolato.

 

Le tradizioni pasquali variano di paese in paese:

[tab: Inghilterra]

Antichissima è la tradizione dei dolci, che un tempo si usava mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato “Il Figlio della Vedova” sono conservati circa duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: “Una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli hot-cross buns” (brioches con cannella e uvetta decorati con una croce di glassa di zucchero per ricordare la passione di Cristo).

[tab: Olanda]

Durante la Pasqua i genitori nascondono in giardino le uova di cioccolato dando ai bambini il compito di cercarle. La maggior parte della gente decora le porte di casa con corone fastose. Una delle specialità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

[tab: Svezia]

Durante il giorno delle Palme si benedicono i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto), mentre nei giorni che precedono la Pasqua, i bimbi si travestono da streghe e vanno in giro per la città, rispettando antiche usanze medievali. Il pranzo pasquale si anima con delle uova sode con il guscio colorato.

[tab: Grecia]

Nella notte di Pasqua ci si reca in chiesa, che è tenuta al buio, illuminata solo dalla luce delle candele portate dai fedeli. Dopo giorni di digiuno, si pranza con la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

[tab: Bulgaria]

La Pasqua è l’occasione per fare grandi pulizie nelle case, si cucinano i “kozunaks” e si colorano uova: il primo uovo deve essere colorato di rosso, perché possa portare la salute. A mezzanotte del Sabato Santo la gente si scambia gli auguri e le uova di Pasqua.

[tab: Germania]

I fuochi di Pasqua, tradizione particolarmente sentita nella Germania settentrionale, offrono uno spettacolo notturno veramente affascinante. Particolare curioso è che il fuoco di Pasqua deve essere acceso con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno. Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà soprannaturali: i contadini le spargono per i campi per propiziare il buon raccolto e simboleggiano la fine dell’inverno e la venuta della primavera. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.

[tab:Curiosità]

La ricetta della pastiera napoletana è legata ad una leggenda. Si racconta che le mogli dei pescatori lasciarono una notte sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, per far tornare i loro mariti sani e salvi a terra. Al mattino trovarono, oltre ai loro consorti di ritorno, che i flutti avevano mischiato gli ingredienti nelle ceste, dando vita alla celebre Pastiera.

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24 Aprile 2013: Domenica delle palme

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Domenica delle palmeCominciamo con un pò di storia...

Nel calendario liturgico cattolico la “Domenica delle Palme” è celebrata la domenica precedente alla festività della Pasqua. Con essa ha inizio la settimana santa ma non termina la Quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell’ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al Sacro Triduo Pasquale.

Nella forma ordinaria del rito romano essa è detta anche domenica De Passione Domini (della Passione del Signore). Nella forma straordinaria la domenica di Passione si celebra una settimana prima, perciò la Domenica delle Palme è detta anche Seconda Domenica di Passione.

Questa festività è osservata non solo dai Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e dai Protestanti.

In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma (cfr. Gv 12,12-15). La folla, radunata dalle voci dell’arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

per poi finire con i nostri auguri…

…augurando una felice Domenica delle Palme da parte di tutta la Compagnia Teatrale Vulimm’ vulà a tutti e sperando che possiate trovare in ogni attimo di vita la felicità piena a prescindere da quale sia la vostra convinzione o Credo religioso perché c’è sempre un buon motivo per auspicare gioia e felicità a tutti.

Ancora milioni di Auguri e tanta tanta felicità…

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Buona Epifania!

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Una pioggia di Auguri di Buona Epifania dalla Compagnia Teatrale Vulimm’vulà, che possa essere sempre più ricco di dolci e sempre meno ricco di carbone!

A fra pochissimo con

“Ci sta Francese, un Inglese e un Napoletano”

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Auguri di Buon Natale

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Dicembre, ultimo mese dell’anno, reca con sé la più poetica tra le feste e quella che più parla al cuore: il Natale. Pur tra mille difficoltà palesi e nascoste, pur tra mille drammi che sconvolgono il mondo intero, prepariamoci ad accogliere il Divino Bambino all’insegna dell’amore e della pace cercando, ognuno nel nostro piccolo, di superare quelle barriere che non permettono alla luce di farsi strada.

La compagnia teatrale Vulimmvulà augura a tutti i fruitori e non del nostro sito web e blog i nostri più affettuosi e calorosi auguri di BUON NATALE, tempo della tenerezza di Dio. E per chi volesse il buon Natale in altre lingue, eccovi serviti:

Italiano: BUON NATALE
Afrikaans: Gesëende Kersfees
Albanese: Gezur Krislinjden
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Bahasa (Malesia): Selamat Hari Natal
Basco: Zorionak eta Urte Berri On!
Bengali: Shuvo Naba Barsha
Boemo: Vesele Vanoce
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou!
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok
Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun
Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan
Cingalese: Subha nath thalak Vewa. Subha Aluth Awrudhak Vewa
Coreano: Sung Tan Chuk Ha
Croato: Sretan Bozic
Danese: Glædelig Jul
Eschimese (inupik): Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo!
Esperanto: Gajan Kristnaskon
Farsi: Cristmas-e-shoma mobarak bashad
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar
Filippino: Maligayan Pasko!
Finlandese: Hyvaa joulua
Francese: Joyeux Noel
Gaelico (Scozia): Nollaig chridheil huibh
Gaelico: Nollaig chridheil agus Bliadhna mhath ùr!
Gallese: Nadolig Llawen
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto
Greco: Kala Christouyenna!
Hausa: Barka da Kirsimatikuma Barka da Sabuwar Shekara!
Hawaaiano: Mele Kalikimaka
Hindi: Shub Naya Baras
Indonesiano: Selamat Hari Natal
Inglese: Merry Christmas
Iracheno: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Islandese: Gledileg Jol
Isola di Man: Nollick ghennal as blein vie noa
Latino: Natale hilare et Annum Faustum!
Latviano: Prieci’gus Ziemsve’tkus un Laimi’gu Jauno Gadu!
Lituano: Linksmu Kaledu
Macedone: Sreken Bozhik
Maltese: LL Milied Lt-tajjeb
Maori: Meri Kirihimete
Navajo: Merry Keshmish
Norvegese: God Jul, or Gledelig Jul
Occitano: Pulit nadal e bona annado
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar! oppure Zalig Kerstfeast
Papua Nuova Guinea: Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie
Portoghese (Brasile): Boas Festas e Feliz Ano Novo
Portoghese: Feliz Natal
Rapa-Nui (Isola di Pasqua): Mata-Ki-Te-Rangi. Te-Pito-O-Te-Henua
Rumeno: Sarbatori vesele
Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom
Samoa: La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou
Sardo: Bonu nadale e prosperu annu nou
Serbo: Hristos se rodi
Slovacco: Sretan Bozic oppure Vesele vianoce
Sloveno: Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto
Spagnolo: Feliz Navidad
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År
Tailandese: Sawadee Pee Mai
Tedesco: Fröhliche Weihnachten
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket
Urdu: Naya Saal Mubarak Ho
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh
Yoruba: E ku odun, e ku iye’dun!

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Buon Ferragosto

Il Ferragosto è una festività che si “festeggia” il 15 agosto in concomitanza con la ricorrenza dell’Assunzione di Maria.

Quel giorno la Chiesa festeggia Maria madre di Gesù accolta in Paradiso.

Il nome Ferragosto è di origine latina, deriva infatti da “Feriae Augusti”, che significa “riposo di Agosto”.

Nel mese di agosto venivano effettuate le raccolte dei cereali e quindi nell’antica Roma si festeggiava la fine dei principali lavori agricoli.
Ovvio che tale data nell’agricola Italia fosse motivo di grandi festeggiamenti e gli stessi animali da tiro (asini, cavalli e muli) si godevano la giornata di riposo.

In Italia, il giorno di Ferragosto è dedicato in genere alle gite e alle scampagnate e soprattutto da grigliate di carne e data la calura stagionale, da rinfrescanti bagni.

Che dire… buon ferragosto.

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Auguri di buona Pasqua

In primo piano

Ed eccoci alle porte di una delle festività più gradite, attesa sia da chi è religioso sia da chi ama sedersi a tavola a degustare le prelibatezze della stagione.

La Pasqua deve il suo nome alla tradizione ebraica: deriva infatti da “pesach”, che significa “passare oltre”, e rimanda al racconto della Decima Piaga d’Egitto, in cui l’angelo della morte inflisse il suo tremendo supplizio a tutti i primogeniti maschi, risparmiando (appunto passando oltre) solo coloro che avevano cosparso di sangue d’agnello le porte delle proprie case.

Durante la Pasqua gli ebrei festeggiano appunto la liberazione di Israele dalla schiavitù degli egiziani. Nella religione cristiana invece si celebra la resurrezione di Cristo dopo tre giorni dalla sua crocefissione.

La Pasqua di Resurrezione cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile, mentre la Pasqua di Liberazione, ossia la pasqua ebraica, viene festeggiata in occasione del plenilunio stesso.

L’evento, oltre alle radicate motivazioni religiose, ha sempre avuto risonanze agresti, dove si festeggiava l’arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, quali le primizie del campo e dell’orto. Da qui i tipici alimenti della Pasqua, tra cui il simbolico uovo, che rappresenta la nuova vita nascente. In passato si era soliti regalare uova di gallina in segno di buon augurio, mentre ora si predilige la più gustosa variante al cioccolato.

 

Le tradizioni pasquali variano di paese in paese:

[tab: Inghilterra]

Antichissima è la tradizione dei dolci, che un tempo si usava mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato “Il Figlio della Vedova” sono conservati circa duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: “Una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli hot-cross buns” (brioches con cannella e uvetta decorati con una croce di glassa di zucchero per ricordare la passione di Cristo).

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Durante la Pasqua i genitori nascondono in giardino le uova di cioccolato dando ai bambini il compito di cercarle. La maggior parte della gente decora le porte di casa con corone fastose. Una delle specialità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

[tab: Svezia]

Durante il giorno delle Palme si benedicono i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto), mentre nei giorni che precedono la Pasqua, i bimbi si travestono da streghe e vanno in giro per la città, rispettando antiche usanze medievali. Il pranzo pasquale si anima con delle uova sode con il guscio colorato.

[tab: Grecia]

Nella notte di Pasqua ci si reca in chiesa, che è tenuta al buio, illuminata solo dalla luce delle candele portate dai fedeli. Dopo giorni di digiuno, si pranza con la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

[tab: Bulgaria]

La Pasqua è l’occasione per fare grandi pulizie nelle case, si cucinano i “kozunaks” e si colorano uova: il primo uovo deve essere colorato di rosso, perché possa portare la salute. A mezzanotte del Sabato Santo la gente si scambia gli auguri e le uova di Pasqua.

[tab: Germania]

I fuochi di Pasqua, tradizione particolarmente sentita nella Germania settentrionale, offrono uno spettacolo notturno veramente affascinante. Particolare curioso è che il fuoco di Pasqua deve essere acceso con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno. Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà soprannaturali: i contadini le spargono per i campi per propiziare il buon raccolto e simboleggiano la fine dell’inverno e la venuta della primavera. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.

[tab:Curiosità]

La ricetta della pastiera napoletana è legata ad una leggenda. Si racconta che le mogli dei pescatori lasciarono una notte sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, per far tornare i loro mariti sani e salvi a terra. Al mattino trovarono, oltre ai loro consorti di ritorno, che i flutti avevano mischiato gli ingredienti nelle ceste, dando vita alla celebre Pastiera.

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1 Aprile 2012: Domenica delle palme

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Domenica delle palmeCominciamo con un pò di storia...

Nel calendario liturgico cattolico la “Domenica delle Palme” è celebrata la domenica precedente alla festività della Pasqua. Con essa ha inizio la settimana santa ma non termina la Quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell’ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al Sacro Triduo Pasquale.

Nella forma ordinaria del rito romano essa è detta anche domenica De Passione Domini (della Passione del Signore). Nella forma straordinaria la domenica di Passione si celebra una settimana prima, perciò la Domenica delle Palme è detta anche Seconda Domenica di Passione.

Questa festività è osservata non solo dai Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e dai Protestanti.

In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma (cfr. Gv 12,12-15). La folla, radunata dalle voci dell’arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

per poi finire con i nostri auguri…

…augurando una felice Domenica delle Palme da parte di tutta la Compagnia Teatrale Vulimm’ vulà a tutti e sperando che possiate trovare in ogni attimo di vita la felicità piena a prescindere da quale sia la vostra convinzione o Credo religioso perché c’è sempre un buon motivo per auspicare gioia e felicità a tutti.

Ancora milioni di Auguri e tanta tanta felicità…

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