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Auguri di buona Pasqua

In primo piano

Ed eccoci alle porte di una delle festività più gradite, attesa sia da chi è religioso sia da chi ama sedersi a tavola a degustare le prelibatezze della stagione.

La Pasqua deve il suo nome alla tradizione ebraica: deriva infatti da “pesach”, che significa “passare oltre”, e rimanda al racconto della Decima Piaga d’Egitto, in cui l’angelo della morte inflisse il suo tremendo supplizio a tutti i primogeniti maschi, risparmiando (appunto passando oltre) solo coloro che avevano cosparso di sangue d’agnello le porte delle proprie case.

Durante la Pasqua gli ebrei festeggiano appunto la liberazione di Israele dalla schiavitù degli egiziani. Nella religione cristiana invece si celebra la resurrezione di Cristo dopo tre giorni dalla sua crocefissione.

La Pasqua di Resurrezione cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile, mentre la Pasqua di Liberazione, ossia la pasqua ebraica, viene festeggiata in occasione del plenilunio stesso.

L’evento, oltre alle radicate motivazioni religiose, ha sempre avuto risonanze agresti, dove si festeggiava l’arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, quali le primizie del campo e dell’orto. Da qui i tipici alimenti della Pasqua, tra cui il simbolico uovo, che rappresenta la nuova vita nascente. In passato si era soliti regalare uova di gallina in segno di buon augurio, mentre ora si predilige la più gustosa variante al cioccolato.

 

Le tradizioni pasquali variano di paese in paese:

[tab: Inghilterra]

Antichissima è la tradizione dei dolci, che un tempo si usava mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato “Il Figlio della Vedova” sono conservati circa duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: “Una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli hot-cross buns” (brioches con cannella e uvetta decorati con una croce di glassa di zucchero per ricordare la passione di Cristo).

[tab: Olanda]

Durante la Pasqua i genitori nascondono in giardino le uova di cioccolato dando ai bambini il compito di cercarle. La maggior parte della gente decora le porte di casa con corone fastose. Una delle specialità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

[tab: Svezia]

Durante il giorno delle Palme si benedicono i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto), mentre nei giorni che precedono la Pasqua, i bimbi si travestono da streghe e vanno in giro per la città, rispettando antiche usanze medievali. Il pranzo pasquale si anima con delle uova sode con il guscio colorato.

[tab: Grecia]

Nella notte di Pasqua ci si reca in chiesa, che è tenuta al buio, illuminata solo dalla luce delle candele portate dai fedeli. Dopo giorni di digiuno, si pranza con la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

[tab: Bulgaria]

La Pasqua è l’occasione per fare grandi pulizie nelle case, si cucinano i “kozunaks” e si colorano uova: il primo uovo deve essere colorato di rosso, perché possa portare la salute. A mezzanotte del Sabato Santo la gente si scambia gli auguri e le uova di Pasqua.

[tab: Germania]

I fuochi di Pasqua, tradizione particolarmente sentita nella Germania settentrionale, offrono uno spettacolo notturno veramente affascinante. Particolare curioso è che il fuoco di Pasqua deve essere acceso con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno. Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà soprannaturali: i contadini le spargono per i campi per propiziare il buon raccolto e simboleggiano la fine dell’inverno e la venuta della primavera. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.

[tab:Curiosità]

La ricetta della pastiera napoletana è legata ad una leggenda. Si racconta che le mogli dei pescatori lasciarono una notte sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, per far tornare i loro mariti sani e salvi a terra. Al mattino trovarono, oltre ai loro consorti di ritorno, che i flutti avevano mischiato gli ingredienti nelle ceste, dando vita alla celebre Pastiera.

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Auguri di buona Pasqua

Ed eccoci alle porte di una delle festività più gradite, attesa sia da chi è religioso sia da chi ama sedersi a tavola a degustare le prelibatezze della stagione.

La Pasqua deve il suo nome alla tradizione ebraica: deriva infatti da “pesach”, che significa “passare oltre”, e rimanda al racconto della Decima Piaga d’Egitto, in cui l’angelo della morte inflisse il suo tremendo supplizio a tutti i primogeniti maschi, risparmiando (appunto passando oltre) solo coloro che avevano cosparso di sangue d’agnello le porte delle proprie case.

Durante la Pasqua gli ebrei festeggiano appunto la liberazione di Israele dalla schiavitù degli egiziani. Nella religione cristiana invece si celebra la resurrezione di Cristo dopo tre giorni dalla sua crocefissione.

La Pasqua di Resurrezione cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile, mentre la Pasqua di Liberazione, ossia la pasqua ebraica, viene festeggiata in occasione del plenilunio stesso.

L’evento, oltre alle radicate motivazioni religiose, ha sempre avuto risonanze agresti, dove si festeggiava l’arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, quali le primizie del campo e dell’orto. Da qui i tipici alimenti della Pasqua, tra cui il simbolico uovo, che rappresenta la nuova vita nascente. In passato si era soliti regalare uova di gallina in segno di buon augurio, mentre ora si predilige la più gustosa variante al cioccolato.

 

Le tradizioni pasquali variano di paese in paese:

[tab: Inghilterra]

Antichissima è la tradizione dei dolci, che un tempo si usava mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato “Il Figlio della Vedova” sono conservati circa duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: “Una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli hot-cross buns” (brioches con cannella e uvetta decorati con una croce di glassa di zucchero per ricordare la passione di Cristo).

[tab: Olanda]

Durante la Pasqua i genitori nascondono in giardino le uova di cioccolato dando ai bambini il compito di cercarle. La maggior parte della gente decora le porte di casa con corone fastose. Una delle specialità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

[tab: Svezia]

Durante il giorno delle Palme si benedicono i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto), mentre nei giorni che precedono la Pasqua, i bimbi si travestono da streghe e vanno in giro per la città, rispettando antiche usanze medievali. Il pranzo pasquale si anima con delle uova sode con il guscio colorato.

[tab: Grecia]

Nella notte di Pasqua ci si reca in chiesa, che è tenuta al buio, illuminata solo dalla luce delle candele portate dai fedeli. Dopo giorni di digiuno, si pranza con la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

[tab: Bulgaria]

La Pasqua è l’occasione per fare grandi pulizie nelle case, si cucinano i “kozunaks” e si colorano uova: il primo uovo deve essere colorato di rosso, perché possa portare la salute. A mezzanotte del Sabato Santo la gente si scambia gli auguri e le uova di Pasqua.

[tab: Germania]

I fuochi di Pasqua, tradizione particolarmente sentita nella Germania settentrionale, offrono uno spettacolo notturno veramente affascinante. Particolare curioso è che il fuoco di Pasqua deve essere acceso con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno. Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà soprannaturali: i contadini le spargono per i campi per propiziare il buon raccolto e simboleggiano la fine dell’inverno e la venuta della primavera. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.

[tab:Curiosità]

La ricetta della pastiera napoletana è legata ad una leggenda. Si racconta che le mogli dei pescatori lasciarono una notte sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, per far tornare i loro mariti sani e salvi a terra. Al mattino trovarono, oltre ai loro consorti di ritorno, che i flutti avevano mischiato gli ingredienti nelle ceste, dando vita alla celebre Pastiera.

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Festa della mamma 2013

In primo piano

Festa della mamma 12 maggio 2013Oggi, 12 maggio 2013, ricorre come ogni seconda domenica di maggio la Festa della Mamma. Rose, rose e rose la parola d’ordine. Ma da dove ha origine questa celebrazione? Scopriamo qualcosa in più. Si tratta di una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo, celebrata in onore della maternità e dell’influenza sociale delle madri.

Negli Stati Uniti, in Italia, in Ucraina, in Svizzera ed in altri Paesi, viene festeggiata la seconda domenica di maggio.

Per quanto riguarda, invece, la storia: in America bisogna tornare indietro sino al maggio del 1870, quando Julia Ward Howe, attivista pacifista e abolizionista, propose di fatto l’istituzione del Mother’s Day for Peace (Giornata della madre per la pace), come momento di riflessione contro la guerra, ma non fu fatto con successo.

In Italia, invece, è stata introdotta negli anni 50 da Raul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera nel 1956. Due anni dopo, lo stesso, insieme ai senatori Bellisario, Baldini, Restagno, Piasenti, Benedetti e Zannini, presentò al Senato della Repubblica un disegno di legge tendente ad ottenere l’istituzione della festa.

Auguri a tutte le mamme!

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Auguri di buona Pasqua

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Ed eccoci alle porte di una delle festività più gradite, attesa sia da chi è religioso sia da chi ama sedersi a tavola a degustare le prelibatezze della stagione.

La Pasqua deve il suo nome alla tradizione ebraica: deriva infatti da “pesach”, che significa “passare oltre”, e rimanda al racconto della Decima Piaga d’Egitto, in cui l’angelo della morte inflisse il suo tremendo supplizio a tutti i primogeniti maschi, risparmiando (appunto passando oltre) solo coloro che avevano cosparso di sangue d’agnello le porte delle proprie case.

Durante la Pasqua gli ebrei festeggiano appunto la liberazione di Israele dalla schiavitù degli egiziani. Nella religione cristiana invece si celebra la resurrezione di Cristo dopo tre giorni dalla sua crocefissione.

La Pasqua di Resurrezione cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile, mentre la Pasqua di Liberazione, ossia la pasqua ebraica, viene festeggiata in occasione del plenilunio stesso.

L’evento, oltre alle radicate motivazioni religiose, ha sempre avuto risonanze agresti, dove si festeggiava l’arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, quali le primizie del campo e dell’orto. Da qui i tipici alimenti della Pasqua, tra cui il simbolico uovo, che rappresenta la nuova vita nascente. In passato si era soliti regalare uova di gallina in segno di buon augurio, mentre ora si predilige la più gustosa variante al cioccolato.

 

Le tradizioni pasquali variano di paese in paese:

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Antichissima è la tradizione dei dolci, che un tempo si usava mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato “Il Figlio della Vedova” sono conservati circa duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: “Una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli hot-cross buns” (brioches con cannella e uvetta decorati con una croce di glassa di zucchero per ricordare la passione di Cristo).

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Durante la Pasqua i genitori nascondono in giardino le uova di cioccolato dando ai bambini il compito di cercarle. La maggior parte della gente decora le porte di casa con corone fastose. Una delle specialità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

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Durante il giorno delle Palme si benedicono i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto), mentre nei giorni che precedono la Pasqua, i bimbi si travestono da streghe e vanno in giro per la città, rispettando antiche usanze medievali. Il pranzo pasquale si anima con delle uova sode con il guscio colorato.

[tab: Grecia]

Nella notte di Pasqua ci si reca in chiesa, che è tenuta al buio, illuminata solo dalla luce delle candele portate dai fedeli. Dopo giorni di digiuno, si pranza con la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

[tab: Bulgaria]

La Pasqua è l’occasione per fare grandi pulizie nelle case, si cucinano i “kozunaks” e si colorano uova: il primo uovo deve essere colorato di rosso, perché possa portare la salute. A mezzanotte del Sabato Santo la gente si scambia gli auguri e le uova di Pasqua.

[tab: Germania]

I fuochi di Pasqua, tradizione particolarmente sentita nella Germania settentrionale, offrono uno spettacolo notturno veramente affascinante. Particolare curioso è che il fuoco di Pasqua deve essere acceso con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno. Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà soprannaturali: i contadini le spargono per i campi per propiziare il buon raccolto e simboleggiano la fine dell’inverno e la venuta della primavera. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.

[tab:Curiosità]

La ricetta della pastiera napoletana è legata ad una leggenda. Si racconta che le mogli dei pescatori lasciarono una notte sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, per far tornare i loro mariti sani e salvi a terra. Al mattino trovarono, oltre ai loro consorti di ritorno, che i flutti avevano mischiato gli ingredienti nelle ceste, dando vita alla celebre Pastiera.

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II° edizione “Tra Mito e Teatro”

In primo piano

“Tra Mito e Teatro”

  II° Festival Nazionale di Teatro amatoriale

“Tra Mito e Teatro”

Città di Pozzuoli  

2013

L’associazione culturale  e compagnia Teatrale “VULIMM VULA’” con il patrocinio della Regione Campania, del comune di Pozzuoli e della U.I.L.T. (Unione italiana Libero Teatro), organizza la seconda edizione del Festival Nazionale di Teatro amatoriale “Tra Mito e Teatro”Città di Pozzuoli – che avrà luogo nei mesi di Marzo e Aprile2013 a Pozzuoli (Na).


La particolarità del Festival: Valorizzazione del patrimonio artistico – culturale della città di Pozzuoli.

Il regolamento prevede, grazie alla collaborazione dell’Associazione “NEMEA” di Pozzuoli, che ogni compagnia partecipante verrà accompagnata, attraverso una visita guidata, nei principali siti archeologici della nostra città, in modo che possa averne piena conoscenza e possa emergere la nostra cultura e il nostro patrimonio storico-archeologico.

II ed. Tra Mito e Teatro (Locandina pdf)

 


 


Personaggi

Compagnia teatrale organizzatrice

Compagnia Teatrale Vulimmvula


Regia

Roberta Principe


Webmaster sito

Fabio Cammisa

Info

Compagnia teatrale: Vulimm’vulà

Data: 7 Aprile 2013 – 18 Maggio 2013

Luogo: Teatro Sant’Artema di Monteruscello (NA)

Prezzo abbonamento (6 spettacoli): 25 €

Prezzo biglietto singolo spettacolo: 5 €

Compagnie partecipanti (esclusa la compagnia organizzatrice Vulimmvula): 5

Debutto: 7 Aprile 2012 – Teatro Sant’Artema – Monteruscello (NA) con la compagnia teatrale “La Barcaccia di Jesi” (AN) e con lo spettacolo “Classe di ferro”.

Trailer

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24 Aprile 2013: Domenica delle palme

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Domenica delle palmeCominciamo con un pò di storia...

Nel calendario liturgico cattolico la “Domenica delle Palme” è celebrata la domenica precedente alla festività della Pasqua. Con essa ha inizio la settimana santa ma non termina la Quaresima, che finirà solo con la celebrazione dell’ora nona del giovedì santo, giorno in cui, con la celebrazione vespertina si darà inizio al Sacro Triduo Pasquale.

Nella forma ordinaria del rito romano essa è detta anche domenica De Passione Domini (della Passione del Signore). Nella forma straordinaria la domenica di Passione si celebra una settimana prima, perciò la Domenica delle Palme è detta anche Seconda Domenica di Passione.

Questa festività è osservata non solo dai Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e dai Protestanti.

In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma (cfr. Gv 12,12-15). La folla, radunata dalle voci dell’arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

per poi finire con i nostri auguri…

…augurando una felice Domenica delle Palme da parte di tutta la Compagnia Teatrale Vulimm’ vulà a tutti e sperando che possiate trovare in ogni attimo di vita la felicità piena a prescindere da quale sia la vostra convinzione o Credo religioso perché c’è sempre un buon motivo per auspicare gioia e felicità a tutti.

Ancora milioni di Auguri e tanta tanta felicità…

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Ferdinando al “Premio Genio”

In primo piano

Domenica 9 marzo 2013 al Premio Genio

La Compagnia Teatrale Vulimm’vulà presenta,

“FERDINANDO…uno spettacolo peccaminosamente delizioso!”

Alla seconda edizione del PREMIO GENIO, il festival del teatro per autori, compagnie teatrali e artisti liberi professionisti promossa dall’associazione Madrearte per la direzione artistica di Antonio Diana, con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Villaricca e della Pro Loco. La rassegna include sette spettacoli in gara più 3 fuori concorso per un unico cartellone teatrale che vede 10 appuntamenti con opere edite e inedite, che spaziano dal teatro alla commedia musicale. Le rappresentazioni si terranno presso il centro polivalente Karol Wojtyla , l’ex tensostruttura di via Napoli, a Villaricca.

Per info biglietti e campagna abbonamenti: www.vulimmvula.altervista.org/widesite

Personaggi

Donna Clotilde | Roberta Principe

Donna Gesualda | Jenny Brascio

Don Catello | Gennaro Saturnino

Ferdinando | Andrea Patricelli


Regia

Roberta Principe


Luci e fonica

Giusi Scaraglia e Lorenzo Ruiu


Autore

Annibale Ruccello


Webmaster sito

Fabio Cammisa


Prendiamo Il Popolo, prendiamo La Nobiltà e infine prendiamo La Chiesa, e costringiamoli a vivere insieme, strettamente legati gli uni agli altri. Mettiamoli nelle condizione di dover necessariamente avere il bisogno del reciproco aiuto, fino a quando solo un improvviso cambiamento, una nuova luce, uno spiraglio nuovo, permetterà ad ognuna di questa classi sociali di cominciare a sperare che forse può sopravvivere anche senza le altre due. Questo cambiamento, questa forza, questa reazione si chiama..Ferdinando! Ferdinando è l’amore, è l’odio, è il seme del cambiamento. Ferdinando è lo specchio di ognuno, è la soluzione, è la reazione chimica che permette di trovare il coraggio di affrontare ciò che sembra inesorabilmente più forte. Ferdinando è l’inganno, Ferdinando è la fiducia.

Ferdinando lascia tutti sconfitti, eppure, in qualche modo, ognuno ha vinto le proprie battaglie grazie a Ferdinando.

Credo che Annibale Ruccello, in questo testo, abbia voluto principalmente mettere in rilievo le peculiarità di una nobiltà che resta a testa alta nonostante la caduta, la durezza di un popolo forte nonostante si rassegni alla sottomissione, le mille forme della Chiesa, che riesce ad adattarsi ad ogni epoca per restare comunque in piedi. Ruccello ha innalzato,con “Ferdinando”, un monumento alla Napoletaneità, proponendola non solo come una lingua ricca di storia e cultura, ma anche come un’anima, una veste,una personalità che dovrebbe appartenere ad ognuno di noi.

Questo testo è pieno di passione! E’ un pugno nello stomaco, perché non ha gabbie costruite attorno alle battute, che arrivano, dirette, alla testa ed al cuore dello spettatore. E’ irriverente, per certi versi, ma è vero, spontaneo, ma soprattutto attuale!

Andate oltre le parole e…aspettate…aspettate prima di scegliere il personaggio che “Vince”…e quello che “perde”…

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Buon San Valentino

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La festa di San Valentino è una ricorrenza dedicata agli innamorati e celebrata in gran parte del mondo (soprattutto in Europa, nelle Americhe ed in Estremo Oriente) il 14 febbraio.

L’originale festività religiosa prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino da Terni, e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle lupercalia. La pratica moderna di celebrazione della festa, invece, centrata sullo scambio di messaggi d’amore e regali fra innamorati, risale probabilmente all’alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell’amor cortese.

Alla sua diffusione, soprattutto in Francia ed in Inghilterra, contribuirono i benedettini, attraverso i loro numerosi monasteri, essendo stati affidatari della Basilica di San Valentino a Terni dalla fine della seconda metà del VII secolo.

Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, il tratto più caratteristico della festa di San Valentino è lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico (la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce, e così via). A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e commercializzazione su vasta scala di biglietti d’auguri dedicati a questa ricorrenza. La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno vengano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri, numero che colloca questa ricorrenza al secondo posto, come numero di biglietti acquistati e spediti, dopo Natale.

Auguri a tutti gli innamorati dalla Compagnia Teatrale Vulimm’ vulà 

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Buon Carnevale

La Compagnia Vulimmvula augura a tutti un felicissimo Carnevale

Eh si, 12 Febbraio, il Carnevale eccolo qui. Carnevale… periodo di breve follia, sospensione del raziocinio e del senso del dovere, scherzi, maschere, costumi e rottura degli schemi che la fanno da padrone. Poche parole ma una grand da farsi ai fornelli per preparare le nostre amate chiacchiere. E allora buon Carnevale a tutti da tutta la compagnia.

 

Il Carnevale di Venezia, il Carnevale di Viareggio, lo Storico Carnevale di Ivrea, il Carnevale di Striano e in Sicilia il Carnevale di Acireale e il Carnevale di Sciacca il carnevale di Fano nelle marche, sono considerati tra i più importanti al mondo. La loro fama, difatti, travalica i confini nazionali e sono in grado di attrarre turisti sia dall’Italia che dall’estero  Il Carnevale più lungo d’Italia è però quello di Putignano. Uno dei carnevali più antichi d’Italia arrivato ai giorni nostri è il Carnevale di Verona, risalente al tardo medioevo e il cui nome originale è Bacanàl del Gnoco. Il Carnevale di Venezia è conosciuto per la bellezza dei costumi, lo sfarzo dei festeggiamenti nella magica atmosfera della Laguna e consta di diversi giorni fitti di manifestazioni di svariato tipo: mostre d’arte, sfilate di moda, spettacoli teatrali ecc.

 

Il Carnevale di Viareggio ha origine nel 1873 ed è uno dei più importanti e maggiormente apprezzati carnevali a livello internazionale. A caratterizzarlo sono i carri allegorici più o meno grandi che sfilano nelle domeniche fra gennaio e febbraio e sui quali troneggiano enormi caricature in cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello spettacolo, i cui tratti caratteristici, specialmente quelli somatici, vengono sottolineati con satira e ironia.

 

Lo Storico Carnevale di Ivrea, famoso per il suo momento culminante della Battaglia delle Arance, è invece considerato uno tra i più antichi e particolari al mondo, seguendo un cerimoniale più volte modificatosi nel corso dei secoli. L’intero carnevale ha il pregio di rappresentare, sotto forma di allegoria, la rivolta dei cittadini per la libertà dal tiranno della città, probabilmente Ranieri di Biandrate, ucciso dalla Mugnaia su cui si apprestava a esercitare lo jus primae noctis. Fu quell’evento a innescare la guerra civile rappresentata dalla battaglia tra il popolo e le truppe reali che viene rievocata durante il carnevale, dove le squadre di Aranceri a piedi (ossia il popolo) difendono le loro piazze dagli aranceri su carri (ossia l’esercito) a colpi di arance a rappresentare le frecce, mentre tra le vie della città sfila il corteo della Mugnaia che lancia dolci e regali alla popolazione.

 

Il Carnevale di Striano è considerato uno dei più importanti carnevali della Campania e d’Italia. I carri allegorici, che sono i più grandi e movimentati della Campania, sfilano ogni anno in un luogo diverso della città di Striano. Il Carnevale Strianese, se non il più grandioso è sicuramente uno dei Carnevali più conosciuti e visitati della Regione Campania, con la sua trentennale storia. Il Carnevale a Striano resta la manifestazione per eccellenza, e ogni anno coinvolge attorno a sé centinaia di partecipanti, dai carristi ai gruppi coreografi e non mancano i turisti che con grande gioia vengono a visitare le maestose opere di cartapesta.

 

Il Carnevale di Sciacca rinomato per la bellezza delle sue opere in cartapesta realizzate dai locali maestri ceramisti, è il carnevale più antico di Sicilia, con origini che risalgono al periodo romano. Oggi è caratterizzato da sfilate di carri allegorici che percorrono l’antico centro della città accompagnati da gruppi mascherati che danno vita a coreografie realizzate sulle note di musiche a tema. Famoso è il Carnevale di Acireale, comunemente definito “il più bel Carnevale di Sicilia” per la bellezza dei suoi carri allegorici e infiorati. Esso è frequentato da numerosi forestieri, i quali approfittano di questa festa popolare per visitare o rivisitare i monumenti della città barocca.

 

In Sicilia si ricorda ancora il Carnevale di Paternò del secondo dopoguerra, che dall’Epifania al martedì Grasso attirava masse di pubblico in cerca di divertimento da varie province, invadendo l’intera città, trasformata in una enorme balera all’aperto  sotto una fantasmagorica illuminazione artistica. Infatti esso era caratteristico non solo per le varie sfilate (di gruppi in maschera, macchine infiorate e carri allegorici notevoli per grandezza e bellezza) che si svolgevano negli ultimi tre giorni ed erano dotate di ricchi premi in denaro, ma anche per la possibilità data a tutti di ballare per le vie e le piazze, oltre che nei ritrovi notturni, mediante musiche diffuse da altoparlanti, tutti i giorni fino a mezzanotte, esclusi i venerdì (in cui non c’erano né musiche né balli). Erano vietate le allegorie politiche e religiose. Un’altra caratteristica era quella che per scherzo di Carnevale le persone mascherate potevano “impegnare” quelle non mascherate e ballare insieme o farsi pagare consumazioni al bar, mentre si potevano intrecciare relazioni amorose, magari senza mai conoscere l’identità della controparte in maschera. In quel periodo nessun tipo di reato veniva commesso: e questo era l’unico divertimento di tutto l’anno, tanto che il Carnevale di Paternò era detto “il più divertente Carnevale di Sicilia”.

 

La Puglia è la regione italiana con il maggior numero di manifestazioni abbinate alla lotteria nazionale del carnevale: il già citato Carnevale di Putignano, Carnevale di Massafra, Carnevale di Gallipoli, Carnevale di Manfredonia e il Carnevale Terranovese a Poggio Imperiale.

 

In Basilicata è molto conosciuto il Carnevale estivo di Laurenzana in provincia di Potenza. Evento nato per promuovere le bellezze monumentali (Castello del XII secolo, Chiesa madre, Convento benedettino ecc.) e paesaggistiche (l’Abetina di Laurenzana conosciuta per la presenza dell’Abete Bianco). Si festeggia il primo sabato dopo ferragosto. Molto importante per la regione lucana risulta essere il Carnevale di Lavello. La maschera tradizionale della città risulta essere il Domino. Ogni sabato fino al sabato successivo al mercoledì delle ceneri si festeggia questo carnevale con grandi balli.

 

A Oristano, nell’isola di Sardegna, si svolge, durante gli ultimi tre giorni di carnevale, la splendida giostra mascherata a cavallo, denominata Sa Sartiglia. Durante la quale i cavalieri si sfidano in bravura ad infilzare una stella forata al centro, nonché realizzando spettacolari acrobazie sopra i cavalli lanciati al galoppo sfrenato.

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Buona Epifania!

In primo piano

Una pioggia di Auguri di Buona Epifania dalla Compagnia Teatrale Vulimm’vulà, che possa essere sempre più ricco di dolci e sempre meno ricco di carbone!

A fra pochissimo con

“Ci sta Francese, un Inglese e un Napoletano”

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