Auguri di buona Pasqua

Ed eccoci alle porte di una delle festività più gradite, attesa sia da chi è religioso sia da chi ama sedersi a tavola a degustare le prelibatezze della stagione.

La Pasqua deve il suo nome alla tradizione ebraica: deriva infatti da “pesach”, che significa “passare oltre”, e rimanda al racconto della Decima Piaga d’Egitto, in cui l’angelo della morte inflisse il suo tremendo supplizio a tutti i primogeniti maschi, risparmiando (appunto passando oltre) solo coloro che avevano cosparso di sangue d’agnello le porte delle proprie case.

Durante la Pasqua gli ebrei festeggiano appunto la liberazione di Israele dalla schiavitù degli egiziani. Nella religione cristiana invece si celebra la resurrezione di Cristo dopo tre giorni dalla sua crocefissione.

La Pasqua di Resurrezione cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio primaverile, mentre la Pasqua di Liberazione, ossia la pasqua ebraica, viene festeggiata in occasione del plenilunio stesso.

L’evento, oltre alle radicate motivazioni religiose, ha sempre avuto risonanze agresti, dove si festeggiava l’arrivo della primavera tramite offerte di ringraziamento, quali le primizie del campo e dell’orto. Da qui i tipici alimenti della Pasqua, tra cui il simbolico uovo, che rappresenta la nuova vita nascente. In passato si era soliti regalare uova di gallina in segno di buon augurio, mentre ora si predilige la più gustosa variante al cioccolato.

 

Le tradizioni pasquali variano di paese in paese:

[tab: Inghilterra]

Antichissima è la tradizione dei dolci, che un tempo si usava mangiare come protezione contro il fuoco. Nel pub di Londra chiamato “Il Figlio della Vedova” sono conservati circa duecento esemplari di questi dolci, secondo quanto descritto da una leggenda: “Una vedova che attendeva il figlio marinaio disperso in mare non volle mai disperare e continuò ogni anno a cuocergli gli hot-cross buns” (brioches con cannella e uvetta decorati con una croce di glassa di zucchero per ricordare la passione di Cristo).

[tab: Olanda]

Durante la Pasqua i genitori nascondono in giardino le uova di cioccolato dando ai bambini il compito di cercarle. La maggior parte della gente decora le porte di casa con corone fastose. Una delle specialità culinarie di questo periodo è il “Paasbrod”, un buonissimo pane dolce pieno di uvetta.

[tab: Svezia]

Durante il giorno delle Palme si benedicono i gattici (rami del pioppo bianco con le gemme che assomigliano alla coda di gatto), mentre nei giorni che precedono la Pasqua, i bimbi si travestono da streghe e vanno in giro per la città, rispettando antiche usanze medievali. Il pranzo pasquale si anima con delle uova sode con il guscio colorato.

[tab: Grecia]

Nella notte di Pasqua ci si reca in chiesa, che è tenuta al buio, illuminata solo dalla luce delle candele portate dai fedeli. Dopo giorni di digiuno, si pranza con la “soupa mayeritsa” accompagnata da riso alla greca, e la tipica “Maghiritsa”, una zuppa fatta con le interiore dell’agnello.

[tab: Bulgaria]

La Pasqua è l’occasione per fare grandi pulizie nelle case, si cucinano i “kozunaks” e si colorano uova: il primo uovo deve essere colorato di rosso, perché possa portare la salute. A mezzanotte del Sabato Santo la gente si scambia gli auguri e le uova di Pasqua.

[tab: Germania]

I fuochi di Pasqua, tradizione particolarmente sentita nella Germania settentrionale, offrono uno spettacolo notturno veramente affascinante. Particolare curioso è che il fuoco di Pasqua deve essere acceso con mezzi naturali, cioè con la silice o strofinando due pezzi di legno. Anche alle ceneri vengono attribuite proprietà soprannaturali: i contadini le spargono per i campi per propiziare il buon raccolto e simboleggiano la fine dell’inverno e la venuta della primavera. Il pranzo pasquale è quasi sempre a base di agnello e anche il dolce tradizionale ha la forma di un agnello.

[tab:Curiosità]

La ricetta della pastiera napoletana è legata ad una leggenda. Si racconta che le mogli dei pescatori lasciarono una notte sulla spiaggia delle ceste con ricotta, frutta candita, grano e uova e fiori d’arancio come offerte per il “Mare”, per far tornare i loro mariti sani e salvi a terra. Al mattino trovarono, oltre ai loro consorti di ritorno, che i flutti avevano mischiato gli ingredienti nelle ceste, dando vita alla celebre Pastiera.

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